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Audi e Fondazione One Ocean con Paul Cayard e Mauro Pelaschier

Siglata con il supporto di La Casa dei Quattro anelli sempre più presente in Costa Smeralda per collaborare con lo Yacht Club Costa Smeralda e la Fondazione One Ocean in nome della sostenibilità.

La vita di tre miliardi di persone dipende dalla biodiversità marina, dalla salute degli oceani e degli esseri viventi che li popolano; e, soprattutto, dalla nostra capacità di agire adesso, tutti insieme, per proteggere e preservare questa enorme ricchezza dall’inquinamento e dalle plastiche.


È questo, in estrema sintesi, il messaggio che si alza forte e chiaro nell’estate del 2019 dal salone principale dello Yacht Club Costa Smeralda (YCCS), in Sardegna. A fare gli onori di casa è il Commodoro Riccardo Bonadeo, regatante pluriblasonato che accoglie i giornalisti presenti anche e soprattutto in veste di vicepresidente della Fondazione One Ocean, l’organizzazione presieduta da Zahra Aga Kahn e supportata da Audi che nasce con una missione ben precisa: promuovere la salvaguardia degli ambienti marini sensibilizzando leader internazionali, istituzioni, aziende e grande pubblico alla blue economy e alla cultura della sostenibilità.


Il mezzo è la Charta Smeralda: un decalogo nato per sensibilizzare l’opinione pubblica, gli operatori e gli stakeholder, dove si forniscono indicazioni pratiche su come mutare il proprio comportamento (ovunque ci si trovi, non solo in mare) per salvare gli oceani. Ad esempio, minimizzando l’uso di risorse come l’acqua potabile o l’energia elettrica, proteggendo gli habitat naturali e, ancora, eliminando l’uso delle plastiche e delle microplastiche.


Due testimonial d’eccezione

Fuori dalla sala dell’incontro, sul mare davanti a Porto Cervo, le nuvole hanno da poco lasciato il posto al cielo di un azzurro intenso. Dopo una breve introduzione Bonadeo passa la parola ai due testimonial d’eccezione venuti ad incontrare i giornalisti: c’è lo statunitense Paul Cayard, divenuto popolare presso il pubblico italiano per le sue imprese come skipper del Moro di Venezia nel 1992; e poi c’è Mauro Pelaschier, che in sessant’anni di carriera da velista è stato anche il timoniere di Azzurra nel 1983. Due storie di vita diverse, accomunate dall’amore per la competizione e per il mare, che oggi si incrociano per servire uno scopo nobile: diffondere conoscenza e consapevolezza sullo stato di mari e oceani per salvarli dall’inquinamento.

Paul Cayard: serve cambiare comportamenti

«Vengo qui a regatare già dal 1984, ma sono diventato solo da poco socio dello Yacht Club Costa Smeralda proprio per dare il mio sostegno alla fondazione One Ocean - Spiega Paul Cayard - per essere parte di un'iniziativa che mira a salvare e preservare il mare. Credo che noi si sia sulla buona strada - aggiunge - e che si stia già iniziando a cambiare le abitudini delle persone. Però c’è ancora molto da fare».


Lo skipper statunitense è tornato in Costa Smeralda per partecipare alle regate dello Star World Championship (17-22 giugno) giunta alla novantasettesima edizione è conclusasi con la vittoria di Mateusz Kusznierewicz e Bruno Prada. L'evento ha visto i 63 team provenienti da 20 nazionalità completare le 6 prove previste per rendere valido il Mondiale, organizzato dallo YCCS in collaborazione con l'International Star Class Yacht Racing Association (ISCYRA) e con il supporto del main partner Audi e dei technical partner Quantum Sails e Garmin Marine.


Paul Cayard continua spiegando che bisogna cambiare radicalmente i nostri comportamenti, a partire dalle piccole abitudini che caratterizzano la vita di ogni giorno. Poi racconta ad esempio di come abbia iniziato a ritirare i vestiti in lavanderia portando un contenitore da casa per evitare che vengano avvolti in plastica usa e getta.


Uno dei tanti piccoli ma importanti gesti che tutti devono imparare a fare prima possibile. «Il posto più inquinato al mondo dalla plastica è Henderson Island - aggiunge Paul Cayard - un atollo nel pacifico dove non vive nessuno eppure sono stati contati 37 milioni di pezzi di plastica». Un esempio di inquinamento che nasce altrove, anche e soprattutto sulla terraferma, nelle nostre città, per poi essere trasportato dai fiumi in mare e dalle correnti ancora più lontano, mentre l’interazione tra spray marino e raggi UV con il tempo frammenta ogni scarto generando microplastiche.

Il viaggio in “astronave” di Mauro Pelaschier

«Sono un velista e sono nato prima della plastica - racconta Mauro Pelaschier - e per questo posso testimoniare con cognizione di causa cosa è successo in questi ultimi 60 anni». Lo sguardo intenso, il sorriso accattivante, Pelaschier si guarda intorno mentre parla, quasi a voler studiare l’espressione di ogni singolo interlocutore, a voler stabilire un’intesa con ognuno dei presenti. In qualità di ambasciatore della Charta Smeralda, già nel 2018 aveva navigato il periplo dell’Italia fermandosi in diversi circoli velici per portare il messaggio della Fondazione One Ocean ai membri dei club e insegnare ai giovani velisti il rispetto per il mare.


«Quest’anno Audi mi ha dato una “astronave”, ed ho fatto il giro d’italia nelle scuole», dice il velista sorridendo e riferendosi al One Ocean Educational Tour fatto a bordo di una Audi e-tron full electric. «L’ho fatto perché è fondamentale educare le nuove generazioni ai comportamenti che potranno davvero salvare il pianeta - continua - e sono felice di aver fatto questo con un’auto elettrica che mi ha permesso di percorrere molti chilometri avvolto dal silenzio e nel vento, facendomi provare sulla terra emozioni simili a quelle che provo navigando in mare».


Dobbiamo ridurre gli sprechi a tutti i livelli, ci ricorda Pelaschier, tanto nel microcosmo della vita privata quanto nel macrocontesto dell’industria, dove le aziende devono innovare tutto, dai processi costruttivi ai prodotti, se necessario anche rivoluzionando lo stesso funzionamento di quest’ultimi.


Audi protagonista della rivoluzione nell’automotive

Esattamente come ha fatto e sta facendo Audi, che «collabora da ormai 12 anni con YCCS, sostiene la Fondazione One Ocean dalla sua nascita e abbraccia con forza il cambiamento in nome della sostenibilità», come ricorda Massimo Faraò, direttore Marketing Audi Italia.


La Casa dei Quattro anelli ha fatto propria la profonda trasformazione in corso nel settore automotive innanzitutto riprogettando i processi di produzione industriale: così avviene che la stessa e-tron venga costruita nel primo stabilimento al mondo nel segmento premium certificato carbon neutral (a Bruxelles). Oppure che nella fabbrica di San José Chiapa, in Messico, sia in funzione un innovativo sistema di depurazione del sito produttivo, in grado di trattare il 100% delle acque reflue. E poi, ancora, accade che a Győr, in Ungheria, sui tetti di due centri logistici Audi, sia in funzione il parco fotovoltaico più grande d’Europa, con 35mila celle solari capaci di raggiungere una potenza di picco pari a 12 megawatt.


Oltre ai processi, il costruttore tedesco lavora da anni per trasformare i prodotti con la mission di creare una mobilità che sia veramente sostenibile: Audi ha rivoluzionato le proprie auto riducendone il peso, scegliendo materiali riciclabili, producendo da sé combustibili alternativi a basso impatto ambientale, aumentando l’efficienza dei motori tradizionali e investendo nello sviluppo di tutte le tecnologie disponibili, dalla propulsione a metano a quella basata fuel-cell, passando per hybrid plug-in, mild-hybrid e, ovviamente, per quell’elettrico su cui tutti oggi sono pronti a scommettere.

Il debutto della nuova Q5 55 TFSI e

Così hanno visto la luce auto come la e-tron, primo modello completamente elettrico della Casa dei Quattro anelli, o la S6 Avant, una sportiva con motore TDI da tre litri e 349 cavalli che, grazie al sistema mild-hybrid a 48 Volt e al compressore elettrico, garantisce consumi ed emissioni contenute a fronte di alte prestazioni. E poi, ancora, come la nuovissima Q5 55 TFSI e, il SUV di ultima generazione che Audi ha presentato il 22 giugno in anteprima nazionale sempre in Costa Smeralda, sulla splendida spiaggia dell’open air club Phi Beach di Baja Sardinia.


Un’auto che coniuga motore a combustione e un propulsore elettrico per raggiungere i 367 cavalli di potenza e, allo stesso tempo, consentire di percorrere fino a 45 chilometri a zero emissioni nel ciclo WLTP. Tutto questo all’interno di un piano che prevede 30 modelli elettrificati entro il 2025, così come stabilito dalla strategia Road to zero emission di Audi per realizzare una vera mobilità sostenibile.