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Audi e-tron, lo “stile pulito” della Casa dei Quattro anelli

Il costruttore tedesco torna a Madonna di Campiglio, territorio d’elezione e laboratorio per la mobilità sostenibile, per celebrare la montagna e fare il punto sulla strategia Road to Zero Emission.

Jacona |8/4/2019

Undici Audi e-tron attendono nello spiazzo di fronte al rifugio Boch, ai piedi delle Dolomiti di Brenta. Sono arrivate in silenzio da Madonna di Campiglio per accompagnare a cena gli ospiti dell’Audi Mountain e-xperience: senza far rumore torneranno indietro a fine serata, quando si concluderà l’ultimo evento di una intensa due giorni di appuntamenti all’insegna di wellness e mobilità consapevole, culminata con un’escursione al rifugio Tuckett e lo Chic Nic presso Malga Ritorto.


E’ la chiusura di un cerchio: soltanto un anno fa Fabrizio Longo, direttore di Audi Italia, aveva detto proprio a Campiglio di immaginare «un futuro in cui l’unico rumore di mezzi che si sente in queste valli sia quello del rotolamento degli pneumatici». Ora un pezzo importante di quel futuro è già qui, parcheggiato in fila ordinata davanti al rifugio Boch: ha la forma della e-tron, prima vettura full electric prodotta dalla casa dei Quattro Anelli, che con il suo carico di tecnologia e l’impatto zero sull’ambiente non solo è una promessa mantenuta, ma anche una pietra miliare lungo la Road to Zero Emission, la strategia a lungo termine di Audi per realizzare la mobilità sostenibile, che porterà l’azienda a produrre 30 modelli elettrificati entro il 2025.


Madonna di Campiglio è uno dei territori di elezione di Audi: in parte perché qui (come anche a Cortina, in Alta Badia o in Costa Smeralda), il costruttore tedesco ha instaurato partnership con tutti i principali stakeholder per creare il laboratorio dove costruire un modello vincente di mobilità sostenibile. E in parte perché, per usare le parole di Fabrizio Longo, «è un luogo del cuore e dell’anima», dove l’amore e il rispetto per la montagna non sono solo incentivo a proteggere l’ambiente, ma diventano anzi un modello di sostenibilità valido per tutti gli altri settori, automotive incluso.

E’ il caso dello “Stile Pulito” dell’alpinista Hervé Barmasse: ospite d’onore della Audi Mountain e-xperience, con le sue imprese tra Alpi e Tibet Hervé promuove un modo di scalare sostenibile, dove l’atleta non si affida a bombole, sherpa, campi pre-allestiti o guide alpine e si muove con equipaggiamento ridottissimo per ascendere e discendere il più velocemente possibile, così da ridurre al minimo il proprio impatto sull’ambiente circostante. «La montagna è scalare - spiega Hervé - è Natura che allo stesso tempo deve essere esplorata e preservata dall’uomo», perché il vero alpinismo consiste nel «vincere ogni volta una nuova sfida, a patto che lo si faccia consapevoli dei propri limiti e nel pieno rispetto dell’ambiente in cui ci si mette alla prova».


Hervé Barmasse, una vita dedicata alla montagna come sciatore, come guida alpina e come scalatore; un atleta capace di aprire una nuova via al Monte Cervino o di superare in 13 ore i 2200 metri della parete Sud dello Shisha Pangma (8027m) in Tibet, ci offre così un esempio da seguire e ci ricorda come ognuno di noi possa e debba mettere in pratica il proprio stile pulito: sia che si tratti di singole persone intente in semplici gesti quotidiani; sia che si tratti di aziende e di interi settori industriali come quello dell’automotive, dove è già in corso un cambio di paradigma senza precedenti. E dove la nuova e-tron altro non è che lo “stile pulito” di Audi.

«La sostenibilità è il campo base da cui il mondo dell’auto parte per raggiungere la vetta delle emissioni zero», conferma Fabrizio Longo prendendo a prestito la metafora della montagna. «Un obiettivo che diventa raggiungibile - aggiunge - quando non ci si limita a sviluppare un prodotto emissioni zero, ma si rende a impatto neutrale anche tutto il processo costruttivo”.


Per esempio, ri-progettando come ha fatto Audi interi processi di produzione industriale: per arrivare a costruire la stessa e-tron nel primo stabilimento al mondo nel segmento premium certificato carbon neutral (a Bruxelles, dove l’azienda evita di immettere nell’atmosfera 17mila tonnellate di CO2, equivalenti ai consumi ordinari di circa 1.500 persone). Oppure per attivare a Győr, in Ungheria, il parco fotovoltaico più grande d’Europa sui tetti di due centri logistici Audi, con 35mila celle solari e una potenza di picco pari a 12 megawatt. E poi, ancora, per mettere in funzione nella fabbrica di San José Chiapa, in Messico, un innovativo sistema di depurazione del sito produttivo in grado di trattare il 100% delle acque reflue.


Continuando il parallelismo tra mondo dell’automotive e alpinismo, per entrambi i settori sono fondamentali la riduzione del peso e lo sviluppo di materiali sempre più performanti: «Quando sei a 8mila metri e stai per arrivare in cima, avere delle scarpe costruite con materiali all’avanguardia che pesano alcune centinaia di grammi in meno del normale fa un’enorme differenza», rivela infatti Hervé Barmasse. Allo stesso modo, nel mondo delle auto «la leggerezza è essenziale per raggiungere un alto livello di prestazioni e minore impatto in termini di consumi», gli fa eco Fabrizio Longo. Per questo Audi ha rivoluzionato le proprie auto riducendone il peso grazie all’impiego avanguardistico dell’alluminio, scegliendo materiali riciclabili, aumentando la sicurezza con sistemi avanzati di guida assistita, migliorando l’efficienza dei motori tradizionali e investendo nello sviluppo di tutte le tecnologie disponibili, dalla propulsione a metano all’hybrid plug-in, mild-hybrid e, ovviamente, all’elettrico su cui tutti oggi sono pronti a scommettere.


«L’innovazione è tale se mette a terra dei benefici per l’utente reali e visibili», dice ancora il direttore di Audi Fabrizio Longo. Perché ciò sia possibile, per far sì che soluzioni come il motore elettrico e la guida autonoma diventino realtà e cambino il nostro modo di viaggiare preservando gli essere umani e l’ambiente, serve la collaborazione di tutti. Di chi le macchine le costruisce, di chi produce l’energia, delle istituzioni e, ovviamente, delle persone, che devono accettare la rivoluzione in atto e viverla.


«Per realizzare il cambiamento bisogna volerlo davvero, ricordando che la questione dell’ambiente ci riguarda tutti e tutti siamo chiamati a fare la nostra parte», ammonisce Hervé Barmasse. «Sono ottimista e credo che ci riusciremo - conclude Fabrizio Longo - perché vedo finalmente moltiplicarsi le iniziative in questo senso, sostenute da una crescente voglia di collaborare anche tra player che solo fino a ieri semplicemente non avevamo mai incrociato le rispettive strade».

Leggi di più dell’Audi Mountain e-xperience, evento organizzato dalla Casa dei Quattro anelli per unire fitness e benessere sotto il cappello della sostenibilità in un ecosistema unico al mondo.