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Barmasse e Bellini, ambasciatori dell’ambiente per salvaguardare il pianeta.

Ospiti dell’evento Tech it easy - Future Choices organizzato da Audi e H-Farm, i due esploratori impegnati tra montagna e oceani parlano delle loro imprese e di come ispirare i giovani a salvare il pianeta

Audi |11/13/2019

Dalle cime più alte dell’Himalaya alle acque più remote degli oceani, passando per i grandi fiumi della terra, il nostro meraviglioso pianeta richiede cura e attenzione. L’inquinamento e il cambiamento climatico mettono a rischio ecosistemi delicati e bellissimi, imponendo oggi un cambio di paradigma nel modo stesso con cui l’umanità abita il mondo.


Le nuove generazioni sono disposte a mettersi in gioco, a cambiare le proprie abitudini e ad apprenderne di nuove: a fare insomma tutto quello che è necessario per restituire un futuro al pianeta. Quello di cui hanno bisogno sono le conoscenze necessarie a comprendere cosa stia realmente accadendo e i modelli ai quali ispirarsi per agire.


Hervé Barmasse e Alex Bellini, esploratori impegnati rispettivamente in montagna e tra le acque di fiumi e oceani, incarnano le risposte ad entrambe le necessità: con le loro imprese ispirano i giovani a mettersi alla prova e superare i propri limiti, mentre attraverso il racconto di ciò che vedono durante i loro viaggi, documentano un’emergenza che tutti siamo chiamati ad affrontare e risolvere.


Ospiti di “Tech It Easy - Future Choices”, l’incontro organizzato da Audi e H-Farm per discutere di come la cultura dell’innovazione possa e debba supportare la crescita e l’educazione delle nuove generazioni, i due esploratori hanno discusso con il direttore di Audi Italia Fabrizio Longo di come il loro ruolo negli anni si sia caricato di responsabilità, e del perché sia necessario raggiungere i luoghi più remoti del mondo per documentare l’impatto inquinante dell’attività umana.

Alex Bellini, atleta divenuto famoso per imprese estreme come le traversate oceaniche a remi in solitaria e in completa autonomia, racconta di come negli ultimi anni il suo approccio all’avventura sia cambiato, trasformandolo da semplice visitatore in “ambasciatore” dell’ambiente. «Quando ero più giovane compivo le mie imprese solo per misurarmi con me stesso - spiega - mentre oggi lo faccio anche per esplorare il mondo e testimoniare i problemi che minacciano la natura». Ciò spiega perché Bellini sia anche ambassador della One Ocean Foundation, di cui Audi è partner, che con la sua Charta Smeralda si propone sensibilizzare e guidare l’opinione pubblica alla salvaguardia degli oceani.


«A 40 anni non ci si accontenta più di fare qualcosa di grandioso, l’auto-realizzazione passa dal porsi obiettivi più nobili, che abbiano un impatto sulle persone e il mondo intero», aggiunge Bellini che, proprio con questo spirito, ha ideato insieme a sua moglie il progetto 10 rivers 1 ocean: navigare a remi - peraltro su zattere costruite con i rifiuti trovati sul posto - i dieci fiumi più inquinati di plastica al mondo creando occasioni di confronto, dibattito e sviluppo di consapevolezza sull’inquinamento e sulle sue conseguenze.

Dal canto suo, Hervé Barmasse non è solo un Alpinista di razza che a 41 anni ha già compiuto imprese incredibili, come scalare in appena 13 ore senza ossigeno, corde fisse e campi pre-allestiti i 2200 metri della parete Sud dello Shisha Pangma (8027m) in Tibet. Hervé è anche l’alfiere dello “stile pulito” nella scalata, ovvero di un approccio alla montagna che mira a ridurre il più possibile l’impatto sull’ambiente rinunciando alla strumentazione usata oggi da molti alpinisti - come bombole e corde fisse, ad esempio - che hanno come obiettivo quello di velocizzare al massimo le operazioni di ascesa e discesa, utilizzando equipaggiamenti tecnologicamente al top.


Nel suo racconto, Barmasse ci ricorda che la montagna è diventata un luogo di turismo solo di recente, generando un boom economico che ha travolto la sua generazione e quella che l’ha preceduta cogliendole impreparate, portando benessere al prezzo di danneggiare la montagna. «Grazie ai social oggi posso raccontare a sempre più persone quello che sta accadendo, ad esempio mostrando loro una foto del Cervino senza un dito di neve in questa ultima estate», spiega Hervé, che ad esempio su Instagram ha costruito e alimenta un potente storytelling dove amore per la montagna e per lo sport si fondono con l’allarme per i rischi derivanti dall’inquinamento e dal cambiamento climatico.


«A seguirmi sono soprattutto i giovani - rivela Hervé Barmasse mostrando un cauto ottimismo - così grazie alle nuove tecnologie posso fare da testimone e diffondere consapevolezza proprio presso coloro cui spetterà il compito di attuare il cambiamento e salvare il pianeta». Una sfida che, fortunatamente, le nuove generazioni mostrano in maniera sempre più evidente di voler raccogliere e vincere.