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Audi Traffic Light Information

I sistemi ADAS: cosa sono e come funzionano

Un progetto innovativo Audi per aumentare la sicurezza e l’efficienza in strada.

8/27/2020

Guidare connessi alla città. L’obiettivo del nuovo progetto targato Audi è quello di far comunicare i semafori delle città con le auto grazie alla connessione. In questo modo, è possibile aumentare l’efficienza e la sicurezza, e ridurre i consumi.


Da Inglostadt a Düsserldorf: i semafori diventano intelligenti. Grazie alla tecnologia Vehicle-to-infrastructure (V21) si crea una connessione tra le auto e le infrastrutture. Da gennaio, a bordo di un’Audi sarà possibile ricevere informazioni da parte di centocinquanta semafori in tutta la città, con la possibilità di beneficiare delle cosiddette “onde verdi” e ridurre quindi i tempi dei propri spostamenti.

Velocità e funzionalità. Green Light Optimized Speed Advisory (GLOSA) e Time-to-Green sono le due funzioni principali del progetto. La prima si propone di calcolare la velocità ideale per prendere un’onda verde, naturalmente sempre nel rispetto dei limiti. Questa funzione è anche in grado di consigliare a chi guida di ridurre la velocità fino a duecentocinquanta metri prima del semaforo, in modo da raggiungere un incrocio quando la luce diventa verde. Questa possibilità riduce i consumi perché evita stop e ripartenze troppo frequenti. La funzione Time-to-Green, invece, si attiva quando lo stop al semaforo è inevitabile: inizia così un conto alla rovescia che indica quanto tempo manca all'arrivo del verde e chi è al volante si può rilassare, levare il piede dall'acceleratore e risparmiare carburante. In un progetto pilota Audi, con le stesse vetture, grazie a queste funzioni i consumi si sono ridotti del 15%.


Andre Hainzlmaier, responsabile dello Sviluppo di App, Servizi Connessi e Smart City di Audi, spiega: “Con Traffic Light Information intendiamo far risparmiare chi guida, aumentare la sicurezza e incoraggiare uno stile di guida economico, che porti gli automobilisti a guardare lontano”. E aggiunge: “Per raggiungere questo risultato dobbiamo prevedere con la massima precisione i comportamenti dei semafori nei due minuti successivi. Fare una previsione esatta è la sfida più grande, perché alcuni impianti reagiscono adattandosi ai volumi del traffico e cambiando continuamente i tempi del verde e del rosso”.


Da Las Vegas a New York City. Il servizio Audi Traffic Light Information ha debuttato nel 2016 a Las Vegas e attualmente è attivo in oltre 10.000 incroci in tutti gli Stati Uniti, di cui 2.000 nell'area di Manhattan/New York City e più di 1.600 nella Capitale Washington DC. Audi è la prima casa automobilistica al mondo a connettere le proprie auto di serie ai semafori: i modelli abilitati sono le vetture e-tron, A4, A6, A7, A8, Q3, Q7 e Q8, prodotte dal luglio 2019, che necessitano del pacchetto connect Navigation & Infotainment e della telecamera per il riconoscimento della segnaletica stradale, disponibili su richiesta.


L'algoritmo che prevede i comportamenti dei semafori. La Casa dei quattro anelli e il suo partner Traffic Technology Services (TTS) hanno sviluppato un complesso algoritmo analitico in grado di prevedere esattamente il comportamento dei semafori. Questo algoritmo riceve i dati da tre diverse fonti: dal programma di controllo dei semafori stessi, dal computer che gestisce il traffico con i dati ricevuti in tempo reale, e dalla combinazione dei dati ricevuti da telecamere, strisce sensibili sulla superficie stradale, percorsi di bus e tram, e pulsanti sui semafori premuti dai pedoni correlati ai dati storici. Inoltre, l'algoritmo si migliora costantemente e apprende l’evoluzione del volume del traffico, che raggiunge i suoi picchi la mattina con gli spostamenti dei pendolari oppure intorno a mezzogiorno, alla chiusura delle scuole.

“Ogni auto invia dati anonimi tutte le volte che attraversa un incrocio, permettendo di controllare se il momento del passaggio è stato effettivamente quello previsto oppure no”, spiega ancora Hainzlmaier.

Nel prossimo futuro questo servizio si evolverà, permettendo anche alle città di ricevere informazioni utili sulla rete dei semafori. Grazie ai dati raccolti sarà possibile capire se le auto si fermano troppo spesso a un determinato incrocio o se il tempo di attesa medio è troppo lungo.

“Con tutti i dati che raccogliamo creiamo dei report che poi mettiamo a disposizione delle istituzioni, così che i semafori possano diventare sempre più efficienti e il traffico possa scorrere ancora meglio”, conclude Hainzlmaier.

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