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Audi presenta la seconda edizione di We Generation con H-Farm

Sul palco di Tech it easy - Future Choices, il direttore di Audi Italia Fabrizio Longo e il CEO di H-Farm Riccardo Donadon discutono del ruolo della cultura dell’innovazione nella crescita e nell’educazione delle nuove generazioni.

1/23/2019

Per costruire il futuro del pianeta serve un nuovo umanesimo: è necessario rimettere al centro l’essere umano e i suoi talenti, formare le nuove generazioni affinché sappiano utilizzare i potenti strumenti forniti dalla tecnologia con competenza e sensibilità. Perché se oggi le macchine imparano a svolgere sempre più compiti, resta e resterà comunque alle persone il compito di fare le giuste scelte.


Fabrizio Longo, direttore di Audi Italia, e Riccardo Donadon, CEO e Founder di H-Farm, si avvicendano sul palco dell’evento “Tech it Easy - Future Choices” per ragionare con passione su come la cultura dell’innovazione possa e debba supportare la crescita e l’educazione delle nuove generazioni. E per presentare la seconda edizione di We Generation, il progetto di CSR realizzato da Audi in partnership con H-Farm, grazie al quale cinque studenti faranno un viaggio nella cultura dell’innovazione a bordo della nuova Audi A1 citycarver, il crossover metropolitano pensato per le nuove generazioni. Tema del viaggio, la “condivisione”.


Siamo nelle campagne di Roncade, in Provincia di Treviso. The Hall, la grande sala convegni del campus di H-Farm, è gremita di stakeholdes, giornalisti, studenti e “addetti ai lavori”. Dietro il palco, ampie vetrate lasciano intravedere enormi gru al lavoro per costruire i 13 nuovi edifici che andranno ad ampliare il complesso fondato nel 2005, aumentandone la superficie fino a 51 ettari “per ospitare fino a 3mila persone”, come ricorda Donadon nel suo speech introduttivo.

«Noi crediamo nei talenti - dice il CEO di H-farm - e sono felice di condividere questa fiducia con Fabrizio Longo e Audi Italia, che insieme a noi sostengono un percorso culturale di cambiamento». La sfida, spiega Donadon, è proteggere insieme la bellezza sostenendo la nascita di un “Umanesimo 2.0” dove i saperi si sappiano contaminare. Per riuscirci, è necessario creare un terreno fertile per la nascita di idee, di impresa e di visione su cui le nuove generazioni Z e Alpha possano formarsi e costruire il loro futuro. «Bisogna mostrare ai giovani modelli vincenti - spiega Donandon - ma anche sostenerli mentre creano il loro».


Esattamente ciò che fa Audi quando investe sulla formazione dei giovani talenti: «Le sfide che ci attendono non richiedono solo nuove competenze ma anche una nuova sensibilità, perché non di solo algoritmo vive l’uomo e serve umanità per compiere le scelte giuste», spiega Fabrizio Longo. Il direttore di Audi Italia prende ad esempio il mondo dell’automotive, dove è in corso un cambio epocale che mette in discussione tutto ciò che è stato fatto fino ad ora: «Con guida autonoma, veicoli elettrici, connected cars e smart city cambia tutto - sottolinea - e dobbiamo capire come vivere serenamente la mobilità del futuro. Ora più che mai, accanto agli specialisti e ai tecnici - aggiunge - servono figure di raccordo che sappiano fare una cabina di regia».


Per Longo preparare al meglio gli innovatori di domani rappresenta insomma la chiave per poter comprendere e affrontare al meglio le nuove sfide che ci attendono. Non solo, ma è anche l’unico modo per evitare che decisioni fondamentali per il futuro di un’intera industria vengano prese sull’onda dell’emotività e dell’incertezza. Un esempio è quanto accaduto con le informazioni relative ai motori diesel, che ne hanno penalizzato le vendite e che oggi, paradossalmente, stanno causando un aumento delle emissioni di CO2.


«Zero emissioni non significa solo e semplicemente passare all’auto elettrica - spiega Longo per sottolineare la necessità di una visione più ampia e inclusiva - e proprio per questo Audi propone un approccio “technology open” alla mobilità sostenibile» che, oltre allo sviluppo della tecnologia elettrica, prevede l’evoluzione delle tecnologie diesel e benzina, l’ampliamento della gamma plug-in hybrid e lo sviluppo della tecnologia a metano.


A rendere ancora più complesse le sfide del prossimo futuro c’è poi l’avvento dell’intelligenza artificiale, tecnologia sempre più trasversale e onnipresente che già oggi contribuisce a rendere le auto più sicure (come confermano le molteplici soluzioni basate su sistemi predittivi disponibili sulla gamma Audi), ma che a breve cambierà il concetto stesso di automobile trasformandola in “una lounge su quattro ruote” con guida autonoma. Un’auto capace di andare incontro al bisogno di sostenibilità, sicurezza, flessibilità, connettività, accessibilità, libertà e sharing tipico delle nuove generazioni.


Il risultato è che l’industria dell’auto non solo si sta evolvendo rapidamente, ma sta mutuando da altri e differenti settori come mai prima d’ora. «C’è una nuova contaminazione in atto guidata dall’intelligenza artificiale - sottolinea infatti il direttore di Audi Italia - dove per costruire l’auto del futuro i produttori devono attingere competenze dalla medicina, dall’architettura, dall’ingegneria aerospaziale o dall’urbanistica».


Perché la rivoluzione porti reali benefici, suggerisce Longo, non servono solo competenze, ma anche scelte etiche: «Il mio è un elogio alla competenza e al fattore umano, cosa che spiega anche perché sia felice della nostra collaborazione con H-Farm e del progetto We Generation. Nel prossimo futuro - continua il direttore di Audi Italia - avremo sempre più bisogno di persone con uno spettro di conoscenze umanistiche per raccordare ciò che gli specialisti hanno realizzato. Noi come Audi abbiamo fame di competenze - conclude - e molti dei giovani di We Generation ce li porteremo in azienda per farci aiutare ad andare nella direzione giusta».


Dopo Longo e Donadon, sul palco di Tech it easy – Future Choices sono saliti anche i ragazzi del progetto Audi We Generation accompagnati dalla loro mentore, la scrittrice e web creator Sofia Viscardi. Con loro, a rappresentare la nuova imprenditoria, c’erano il fondatore di Biofarm Osvaldo De Falco, Maria Lodolo D’Oria, Presales Executive di Metaliquid e Andrea Pandolfi, business developer nell’area Nord Est Italia per Too Good To Go. A chiudere la serata densa di testimonianze, gli interventi dell’esploratore e divulgatore Alex Bellini e dell’alpinista Hervé Barmasse, che hanno discusso con Fabrizio Longo di avventura e sostenibilità, responsabilità sociale d'impresa e ruolo delle nuove generazioni nella salvaguardia del pianeta.

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